La truffa dei corsi fantasma finanziati dall.pdf
02/09/2021
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Due imprenditrici di Brescia, Manuela Vanessa Ghidini e Sabina Musesti, sono da ieri agli arresti domiciliari su ordine del gip milanese Guido Salvini. Nell’ambito della stessa inchiesta altre sei persone risultano indagate. Per l’accusa avrebbero messo in piedi un’organizzazione dedita al falso svolgimento di corsi di formazione professionale erogati in favore di dipendenti e dirigenti di aziende (anche di primo piano, come la Adidas, la Alerion Clean Power e l’Alerion servizi tecnologici) per incamerare i fondi (oltre un milione di euro) erogati allo scopo dall’Inps attraverso il Forte (Fondo per la formazione continua dei dipendenti del settore terziario, del commercio e della logistica) e il Fondir (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione dei dirigenti del terziario).

Fondi rastrellati
Per questo motivo il reato contestato è quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso materiale. Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Milano e coordinate dal Pm Paolo Filippini, hanno individuato tre aziende di consulenza riconducibili alle due imprenditrici (la Step Srl, la Bluform Srl, e la Vit Formazione, quest’ultima società riconducibile a Lucia Garro, indagata) attraverso le quali intercettare e incamerare il denaro proveniente dai due Fondi per la formazione. Le indagini sono scaturite dalla denuncia partita dai vertici della Belron (nota in Italia per il marchio Carglass ) che, dopo una verifica sui sei corsi di formazione offerti dalle tre società nel 2015, ha scoperto che in realtà questi non sarebbero mai stati tenuti.

Complicità interne

Questo sarebbe avvenuto con la complicità interna alla Belron di due manager della direzione risorse umane: Matteo Moi e Paola Banfi che risultano tra gli indagati. Situazioni analoghe sono state registrate anche in altre società verificate dai militari: come la Discovery Italia e la Step Srl. Anche in questi casi le”distrazioni” si sarebbero verificate con l’appoggio interno di alcuni funzionari (indagati) nel caso della Discovery: Paola Casartelli, per quanto riguarda la Step, di Federico Miatto e Chiara Gorlani. Nel caso di Moi, responsabile delle risorse umane della Belron, questi ha ammesso senza esitazioni l’inesistenza dell’attività di formazione affermando ppoi che richiedere rimborsi per corsi di formazione inesistenti in tutto o in parte sarebbe una prassi diffusa ed invalsa in tutte le aziende. Fosse vero vi sarebbe da dare uno screening approfondito su un sistema che tutto pare tranne l’essere a prova di «intrusione».

Convenzioni di convenienza
Dalle indagini effettuate dopo la denuncia i militari hanno avuto modo di verificare che nel caso di almeno 18 aziende si era verificata la medesima cosa. Nel caso della Adidas, la convenzione era stata stipulata dalla Step e dalla Vit formazione per un piano formativo di Teambuilding (motivazione di squadra) e costruzione di un modello di leadership in azienda al costo di 43.200 euro. A usufruire del corso sarebbero stati – secondo i risultati delle indagini – otto manager. Di questi alcuni non hanno riconosciuto come proprie le firme apposte sui registri di presenza. Altri non hanno mai partecipato a nessun corso. In un caso, addirittura, un dirigente ha documentato di trovarsi in un altro luogo al momento in cui il corso si sarebbe tenuto

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Due imprenditrici di Brescia, Manuela Vanessa Ghidini e Sabina Musesti, sono da ieri agli arresti domiciliari su ordine del gip milanese Guido Salvini. Nell’ambito della stessa inchiesta altre sei persone risultano indagate. Per l’accusa avrebbero messo in piedi un’organizzazione dedita al falso svolgimento di corsi di formazione professionale erogati in favore di dipendenti e dirigenti di aziende (anche di primo piano, come la Adidas, la Alerion Clean Power e l’Alerion servizi tecnologici) per incamerare i fondi (oltre un milione di euro) erogati allo scopo dall’Inps attraverso il Forte (Fondo per la formazione continua dei dipendenti del settore terziario, del commercio e della logistica) e il Fondir (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione dei dirigenti del terziario).

Fondi rastrellati
Per questo motivo il reato contestato è quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso materiale. Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Milano e coordinate dal Pm Paolo Filippini, hanno individuato tre aziende di consulenza riconducibili alle due imprenditrici (la Step Srl, la Bluform Srl, e la Vit Formazione, quest’ultima società riconducibile a Lucia Garro, indagata) attraverso le quali intercettare e incamerare il denaro proveniente dai due Fondi per la formazione. Le indagini sono scaturite dalla denuncia partita dai vertici della Belron (nota in Italia per il marchio Carglass ) che, dopo una verifica sui sei corsi di formazione offerti dalle tre società nel 2015, ha scoperto che in realtà questi non sarebbero mai stati tenuti.

Complicità interne

Questo sarebbe avvenuto con la complicità interna alla Belron di due manager della direzione risorse umane: Matteo Moi e Paola Banfi che risultano tra gli indagati. Situazioni analoghe sono state registrate anche in altre società verificate dai militari: come la Discovery Italia e la Step Srl. Anche in questi casi le”distrazioni” si sarebbero verificate con l’appoggio interno di alcuni funzionari (indagati) nel caso della Discovery: Paola Casartelli, per quanto riguarda la Step, di Federico Miatto e Chiara Gorlani. Nel caso di Moi, responsabile delle risorse umane della Belron, questi ha ammesso senza esitazioni l’inesistenza dell’attività di formazione affermando ppoi che richiedere rimborsi per corsi di formazione inesistenti in tutto o in parte sarebbe una prassi diffusa ed invalsa in tutte le aziende. Fosse vero vi sarebbe da dare uno screening approfondito su un sistema che tutto pare tranne l’essere a prova di «intrusione».

Convenzioni di convenienza
Dalle indagini effettuate dopo la denuncia i militari hanno avuto modo di verificare che nel caso di almeno 18 aziende si era verificata la medesima cosa. Nel caso della Adidas, la convenzione era stata stipulata dalla Step e dalla Vit formazione per un piano formativo di Teambuilding (motivazione di squadra) e costruzione di un modello di leadership in azienda al costo di 43.200 euro. A usufruire del corso sarebbero stati – secondo i risultati delle indagini – otto manager. Di questi alcuni non hanno riconosciuto come proprie le firme apposte sui registri di presenza. Altri non hanno mai partecipato a nessun corso. In un caso, addirittura, un dirigente ha documentato di trovarsi in un altro luogo al momento in cui il corso si sarebbe tenuto
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Entry date Feb 9, 2021, 1:42 PM UTC
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Author. Holder Joshua Nellie. Date Feb 9, 2021.


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